I trulli del Sorbo - Selva di Fasano (BR)
Luogo: Contrada Sorba - Canale di Pirro, Fasano (BR)
Superfici:
180 mq di coperto
10.000 di superficie scoperta complessiva tra giardino attrezzato, orto, parcheggio, e terreno alberato con essenze mediterranee
Prezzo: € 970.000,00
I trulli del Sorbo oggi sono un luogo destinato al relax, una cosiddetta Villa di Charme. Il complesso a trulli è stato ristrutturato con attenzione al retaggio secolare con l’uso di calcare a secco, tipico di questa area della Valle d’Itria. Sono stati realizzate tre ensuite tutte, oltre una cucina attrezzata, un’area salotto, tutto realizzato per soddisfare le esigenze di autenticità e nel solco della tradizione. Lo spazio scoperto di 10.000 è stato progettato per poter offrire agli ospiti una vacanza esperienziale con il solarium, la piscina, il frutteto e l’orto.
Il complesso edilizio è stato oggetto di un intervento di attento restauro e riqualificazione che ha interessato i vari coni di cui è composto. Il complesso edilizio non è facilmente databile, molto probabilmente potrebbero essere stati realizzati intorno al 1600.
La proprietà, dopo molti anni di abbandono ha masseria, è stata oggetto di un intervento di progettazione che ha riguardato il recupero statico e conservativo dei trulli per il quale sono state utilizzate maestranze locali esperte in tale lavorazione. Quindi solo successivamente a tale lavorazione ed una volta messe a nudo tutte le varie strutture originarie ed eliminate le varie superfetazioni esistenti, si è passati alla progettazione vera e propria del complesso immobiliare rispettando l’intento della proprietà: realizzare poche suite che immergessero l’ospite all’interno della struttura originaria oltre che della natura e dello spazio che la circonda, non facendo mancare ogni comfort che, però, fossero ottenuti soprattutto con elementi architettonici compatibili con i trulli.
Il trullo (dal greco “tholos”, cupola) è edificato con pietra calcarea. Il termine con cui viene chiamata questa costruzione a secco è “casedd” (piccola casa): è realizzata con la stessa tecnica dei muri a secco - “paret.”
I trulli edificati in campagna, sono differenti da quelli edificati nei centri abitati, hanno scale esterne e ripiani che servono da essiccatoi come ad esempio (u tavlat) soppalco di legno (u scalantron) per poggiare i fichi (sugli spurt) durante l’essiccazione.
Il trullo e' architettura semplice ma al contempo ingegnosa, ha seguito l’evoluzione della societa’ agricola a cui è intimamente legato. La sua struttura modulare ha consentito facilmente l’adattamento alle esigenze abitative. La sua proliferazione, fuori dall’abitato di Alberobello, che risale al XVI secolo, è il frutto di un cambio amministrativo nella gestione dei vasti patrimoni nobiliari.
Pertanto importante è stato il lavoro in sinergia diretta tra le soluzioni architettoniche ed estetiche ideate dalla proprietà con una progettazione nel pieno rispetto dell’architettura rurale ed un restauro eseguito a regola dell’arte. Va sottolineato che nel progetto di messa in pristino dei coni, si è prestata molta attenzione all’uso delle tecniche di scheggiatura e preparazione delle chiancarelle: ogni singola pietra che compone il cono è stata lavorata e trattata dal maestro trullaro per poterla adattare perfettamente e posizionare correttamente. Questo lavoro di artigianato comporta ore di tempo e pazienza e restituisce un prodotto che può vantare la bellezza dell’imperfezione dei manufatti realizzati a mano.
Sono stati predisposti una aree pavimentate così che l’ospite fosse libero l’ospite di spostarsi e fruire degli spazi esterni, dei frutti delle coltivazioni presenti, il tutto nel massimo rispetto delle aree naturali e dell’ambiente in cui la struttura è immersa.
E il desiderio di raccontare il lusso della semplicità: coccolare con la bellezza del riposo e del silenzio, lasciando spazio alle emozioni profuse dai panorami, dai tetti a cono, dai sapori antichi.
Trulli del Sorbo è il privilegio del bianco che sovrasta gli altri colori, dei vani che hanno cambiato vocazione, come il camino che è diventato lavanderia e la stalla che è diventata una cucina, il fienile trasformato in suite. La proprietà offre il ritorno all’essenza, alla purezza delle cose semplici, alla bellezza istintuale.
I trulli custodiscono il principio “delle possibilita’ limitate” applicato alla stessa maniera per costruzioni simili in tutto il bacino del Mediterraneo. Sono una costruzione severa e la tecnica con la quale sono costruite e’ legata al passato remoto di questa terra, prima ancora della storia scritta, nell’eta’ del Bronzo.
Nella nostra regione, la civiltà contadina ha modificato una terra arida e non adatta a colture agricole redditizie: il contadino sceglieva il posto dove costruire il trullo, in genere nella parte più rocciosa meno adatta alle coltivazioni, eliminando la roccia affiorante che veniva utilizzata per la costruzione della base del trullo e dei muretti a secco.
La sommità della copertura conica del trullo termina con filari di chiancarelle di dimensioni minori. Esse sono bloccate dal pinnacolo, elemento cuspidato, composto nella maggior parte dei casi da quattro elementi.
I trulli si sono diffusi nel nostro territorio nel periodo classico. Come insegnava il prof. Fedele di Alberobello, sono di complessa datazione in quanto edificati come ricoveri temporanei nelle campagne. Non si conoscono trulli particolarmente antichi: i più vetusti possono essere datati alla fine del XVII secolo, riconoscibili dall’appiombo del tetto a cono. La proliferazione dei trulli in Puglia, fu la conseguenza dell'imposizione fiscale sulle nuove costruzioni. I nobili, per eludere le tasse sulle nuove costruzioni facevano costruire agli agricoltori strutture rigorosamente provvisorie, erette in maniera grossolana e senza malta, affinché, in vista di un’ispezione del governo, potessero essere velocemente demolite evitando di pagare imposte regie e poi a ispezione passata, poterle ricostruire. E’ la storia dell’abitato di Alberobello, oggi patrimonio Unesco.
Il trullo è un’architettura apparentemente semplice, ma in realtà estremamente ingegnosa. La sua forma e la sua tecnica costruttiva raccontano, in modo diretto, l’evoluzione della società agricola a cui è profondamente legato. La struttura modulare, basata sull’aggregazione di unità indipendenti, ha consentito nel tempo un adattamento flessibile alle esigenze abitative, accompagnando la crescita delle famiglie e delle attività rurali.
Un elemento particolarmente interessante riguarda proprio la forma del cono, che rappresenta anche un utile indicatore cronologico. Nei trulli più antichi, databili al XIV - XVI secolo, il cono si presenta generalmente più schiacciato e un’altezza complessiva contenuta. Con il passare dei secoli, e in particolare nel XVIII secolo, il miglioramento delle capacità tecniche e costruttive ha portato alla realizzazione di coni più slanciati e altezze anche quasi doppie rispetto agli esempi più antichi.
Su questa base, studiosi come il professor Fedele hanno individuato un criterio empirico di datazione per edifici che, per loro specifica natura in quanto edificati “a secco” - cioè senza l’ausilio di malte cementizie, sono spesso difficili da collocare con precisione nel tempo. La geometria del cono diventa così una chiave di lettura fondamentale per interpretare l’evoluzione di queste architetture.
Nota storica: La diffusione dei trulli, soprattutto al di fuori del nucleo urbano di Alberobello a partire dal XVI secolo, è strettamente connessa a cambiamenti amministrativi nella gestione dei grandi patrimoni nobiliari. Tuttavia, è tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento che si registra una svolta decisiva.
Con l’arrivo dei francesi, Giuseppe Bonaparte nel 1806 abrogò le leggi feudali, e nel 1807 Gioacchino Murat introdusse la concessione delle terre in enfiteusi perpetua agli agricoltori. Questo segnò una trasformazione profonda: un sistema rimasto immobile per secoli venne improvvisamente attraversato da una spinta di modernità.
Murat vietò inoltre l’acquisto dei latifondi, favorendo la nascita di una nuova classe di piccoli proprietari. I contadini, da semplici lavoratori, divennero possessori della terra e della propria casa. Questo processo non solo contribuì ad alleviare la miseria delle campagne, ma generò un miglioramento diffuso delle condizioni economiche, incidendo positivamente anche sulle finanze dello Stato.
È proprio grazie a questi cambiamenti che il trullo si consolida come simbolo di autonomia e identità: non più semplice ricovero rurale, ma espressione concreta della conquista di una proprietà e di un destino indipendente.
Nota storica: geometria del cono e criteri di datazione
Le tre camere, ampie e luminose, sono state realizzate nei trulli ponendo molta attenzione alla storia del manufatto: su alcune pareti sono rimaste intatte le vecchie mangiatoie; in uno dei bagni l’antico forno è stato trasformato in doccia. Tutti gli arredi sono stati oggetto di un’attività di recupero, i tessuti dei copriletto e delle tende sono in fibre naturali, le ceramiche esclusivamente di artigiani locali, le decorazioni sono state scovate tra le bancarelle dei mercatini di antiquariato.